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Programma Alimentare

Per ALIMENTAZIONE si deve intendere l'AZIONE di assumere elementi per NUTRIRE l'organismo, e fornire ad esso le sostanze necessarie per compiere le funzioni vitali.

Verifica tu stesso se stai seguendo le 4 regole di un'alimentazione sana ed equilibrata:

1) variarare gli alimenti
2) i nutrienti introdotti devono essere in rapporto con l'energia consumata
3) proporzione nella ripartizione dei nutrienti
4) distrubuzione regolata delle razioni alimentari nell'arco della giornata

Oggi vediamo ovunque la parola DIETA, dai giornali che ci mostrano "diete" fai-da-te dell'ultimo minuto, dalla TV che ci propina le "diete" di moda tra le star, alla vicina di casa che ci racconta come sta dimagrendo astenendosi da questo e da quello.

Tutti credono di sapere il significato di dieta, ma pochi sanno veramente cosa voglia dire alimentazione: e adottare un'alimentazione sana ed equilibrata come stile di vita è la migliore e più duratura soluzione che qualsiasi altra "DIETA" ultra-restrittiva a breve termine vi possa offrire.

Di seguito alcune informazioni base per muovere i primi passi in questo vastissimo mondo della nutrizione.

- L'alimento non è solo gusto! Esso è formato da una miscela di nutrienti che ne determinano le caratteristiche chimico-fisiche.
- in base al nutriente principale esistono 5 gruppi alimentari: cereali e tuberi, frutta e ortaggi, latte e derivati, carne pesce uova e legumi, grassi da condimento ( olio, burro, ...)
- i nutrienti si distinguono in: carboidrati/glucidi, proteine, lipidi/grassi, sali minerali, vitamine, acqua. Questi, legandosi tra loro, determinano la struttura degli alimenti.

I nutrienti si dividono poi in energetici e non energetici. Quelli energetici danno all'organismo l'energia necessaria per compiere le sue funzioni, essi sono (in ordine di quantità di Kcal/g di sostanza) : Lipidi (9kcal/g), Proteine (4kcal/g), Glucidi, comunemente noti come carboidrati o zuccheri (3,5 kacl/g).
Mentre acqua, vitamine e minerali non forniscono energia.

MA COSA SUCCEDE ASSUMENDO DETERMINATI NUTRIENTI IN CONDIZIONI DI SAZIETA', QUINDI SENZA AVERNE DAVVERO BISOGNO?

CARBOIDRATI, assorbiti come glucosio
PROTEINE, assorbite come amminoacidi
LIPIDI, assorbiti come trigliceridi

- Sono usati immediatamente per formare energia tramite le vie aerobie.
- L' eccesso è convertito in grassi e accumulato nel tessuto adiposo.
- Raggiungono i tessuti per la sintesi proteica.
- Possono produrre energia una volta trasformati nel fegato.
- L' eccesso è convertito in grassi e accumulato nel tessuto adiposo.
- Accumulati come grassi nel fegato e nel tessuto adiposo.

Le proteine sono importanti perchè permettono la sintesi dei tessuti e forniscono enrgia a lungo termine; i carboidrati non sono da evitare perchè i cibi che li contengono sono solitamente quelli ricchi di amido e fibra, l'amido richiede però un certo lavoro digestivo per essere trasformato in glucosio ed è assorbito più lentamente, mentri i carboidrati semplici sono digeriti e assorbiti più facilmente.
La fibra inoltre facilità il raggiungimento del senso di sazietà perchè aumenta il valore del cibo ingerito e rallenta lo svuotamento dello stomaco.

Per non dilungarsi troppo e dare piuttosto informazioni davvero utili e che non tutti vi dicono, è bene ora fare dei focus più approfonditi su quelli che vengono considerati i veri nemici delle diete, per capire meglio cosa è vero e cosa è solamente un luogo comune.
ImmagineGrafico del glucosio ematico dopo circa 60' dall' assunzione di un pasto ad alto indice o carico glicemico.

ZUCCHERI e INSULINA

  1. Lo zucchero comune si ricava dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, ma è presente in modo più o meno consistente anche nella frutta matura e nel miele, chiamato rispettivamente fruttosio e glucosio. Il latte contiene invece un tipo di zucchero detto  lattosio,entre il maltosio è quello dei cereali.
  2. Gli zuccheri non forniscono tutti la stessa quantità di energia, nè presentano la stessa intensità di sapore.
  3. L'assunzione di zuccheri innalza la curva glicemica (grafico sotto), che dopo un certo periodo ritorna però al valore iniziale. Quando la curva si alza viene meno la sensazione di stanchezza fisica, mentale e il senso di fame che ritornano puntualmente quando la curva si abbassa. Per questo gli zuccheri talvolta fanno andare incontro ad una sorta di "dipendenza". Aumentando la curva glicemica si assiste ad un aumento della profusione dell' ormone insulina che ha il compito di portare lo zucchero all' interno delle cellule. Gli ormoni, come detto nel capitolo dedicato al dimagrimento, seguono ritmi ultradiani, circadiani, circamensili. L'ormone insulina segue un ritmo circadiano che vale a dire ''ogni giorno'', ed ha una sua secrezione endogena dalle 13:00 alle 14:00. Ogni volta che viene richiesto l'intervento di grandi quantità di insulina, l' ormone svolge la sua regolare attività ipoglicemizzante (abbassa i ivelli di glicemia), glicogenosintetica (risintetizza il glucosio nei muscoli), liposintetica (l'eccesso di glucosio si trsforma in grasso) indipendentemente dall' orario e dalla condizione fisica del soggetto. Se non accadesse questo, si andrebbe in contro alla chetoacidosi metabolica con conseguente coma glicemico, il caso dei diabetici. Dopo un allenamento intenso l'effetto dell'insulina sarà anabolico (costruzione) a favore del glicogeno muscolare (il glucosio si sintetizza nei muscoli), al contrario avrà effetto liposintetico (si sintetizza negli adipociti) quando tutta la componente muscolare sarà satura. Anche qui l'argomento è parecchio complesso, perchè per veicolare l'assorbimento del glucosio ed il corrispondente stimolo insulinico solo verso i muscoli, si deve considerare inoltre l'orario, il biotipo e l'indice o carico glicemico dell' alimento utilizzato. Tutto quello che è in più per l'organismo, viene trasformato in calorie di deposito sottoforma di grasso.
  4. E' stata smentita l'ipotesi di una correlazione diretta tra diabete, obesità, malattie cardiovascolari e zuccheri. Rimane indubbio però che pur non essendo la causa diretta di tali malattie una dieta squilibrata ne facilita la comparsa e ne amplifica i sintomi.
  5. In una dieta media di 2100 Kcal, la massima quantità di zucchero da utilizzare è 56-84 grammi.
  6. I dolcificanti sono nati inizialmente con lo scopo di prevenire le carie, perchè sono meno fermetescibili del comune zucchero. Solo successivamente sono stati impiegati nei cosiddetti prodotti "light". Facendo credere che bastasse cambiare il tipo di zucchero per dimagrire. In realtà non fa alcuna differanza utilizzare un dolcificante piuttosto che lo zucchero comune se non si riducono le calorie della dieta e non si fa attività fisica. Senza contare che i dolcificanti hanno anch'essi delle controindicazioni.
  7. Non è vero che lo zucchero grezzo abbia valore calorico e caratteristiche nutritive diverse dal bianco. Semplicemente contiene dei residui vegetali non essendo raffinato, che però non vantano particolari significati nutrizionali.
  8. Le caramelle "senza zucchero",contenenti dolcificanti producono effetti lassativi, se si supera la dose di 10 al giorno.
  9. Non è vero che i prodotti "light" non facciano ingrassare e possano essere consumati liberamente, anzi spesso apportano calorie e zuccheri in gran quantità, quindi è sempre opportuno leggere bene le etichette sulle confezioni per non cadere in un falso senso di sicurezza dovuto a pubblicità e descrizioni ingannevoli.


GRASSI
Non tutto il grasso è cosa negativa. Il grasso corporeo esiste sotto due diverse forme basilari: il grasso di accumulo e il grasso essenziale. Il grasso di accumulo è la scorta delle calorie non utilizzate e si accumulano nel nostro organismo sotto forma di grasso sottocutaneo e intramuscolare. Il grasso essenziale invece è importante quale ammortizzatore di colpi, quale riserva calorifica alle variazioni climatiche e quale protettivo di organi.

  1. Per essere in salute è necessario introdurre nella propria alimentazione anche una certa quantità di grassi , non c'è bisogno di aggiungere che questa quantità deve essere misurata.
  2. Le quantità variano da persona a persona e dallo stile di vita, ma si deve rimanere all'interno di un range che va dal 20% di calorie complessive della dieta (per soggetti sedendari) ad un massimo del 35% (per coloro con intensa attività fisica).
  3. I grassi non sono tutti uguali, varia la loro QUALITA'. I grassi SATURI influiscono sul livello di colesterolo ematico per il 10-15% e si trovano nei prodotti lattiero-caseari e nelle carni grasse. I grassi INSATURI non fanno innalzare il colesterolo, anzi, proteggono l'organismo da malattie cardiovascolari; si trovano negli oli vegetali e nei grassi del pesce, il famoso Omega3. I grassi TRANS, aumentano il colesterolo cattivo contrastando la produzione di quello buono, e si formano a partire dai grassi vegetali, essi vengono sottoposti ad un processo industriale detto idrogenazione, che ne altera la struttura, facendoli passare dalla forma ''Cis'' alla forma ''Trans''. Sono i grassi più pericolosi e che è più difficile, in alcuni casi impossibile, smaltire del tutto, poichè non derivano da alimenti naturali ma da alimenti modificati. Oltre a questo i grassi trans vengono incorporati nelle cellule e qui interferiscono con le comunicazioni cellulari, diventano dannosi per l'equilibrio di ormoni come l'insulina, la leptina e gli ormoni sessuali.
  4. I grassi andrebbero utilizzati a crudo, specialmente quelli insaturi, perchè si alterano facilmente. Nel caso in cui ciò non fosse possibile bisogna preferire tipi di cottura che non consentano un eccessivo riscaldamento dei grassi o tempi di cottura troppo lunghi.

L'ACQUA

Tutti sanno che il nostro corpo è formato per il 75% di acqua, che questa è vitale, fondamentale in tutti i processi del nostro organismo dalla digestione all'eliminazione di scorie. Non vi è alcun sistema vitale che non dipenda direttamente dall'acqua; importante è tenere sotto controllo il nostro "bilancio idrico".

  1. Lo scheletro stesso è costituito dal 30% di acqua. La maggior parte dell'acqua del nostro corpo sta all'interno delle cellule, definendone il turgore, ecco perchè anche la nostra pelle più assumiamo acqua risulta piena e soda.
  2. Il "bilancio idrico" viene mantenuto automaticamente dal nostro corpo tramite il senso di sete e i reni. Il centro della sete si trova nel nostro cervello, esso raccoglie segnali come disidratazione delle cellule nervose, secchezza della bocca, diminuzione di volume del sangue, mentre la distensione dello stomaco riduce il desiderio di bere. A volte ci sembra di sentire un lieve desiderio di mangiare qualcosa e ci sembra di essere appagati con qualche spuntino, mentre in realtà si trattava della sensazione di sete confusa per fame e in qualche modo placata dalla distensione dello stomaco.
  3. Il meccanismo della sete non è immediato, a volte arriva quando si è già persa abbastanza acqua da provocare effetti negativi; è importante prevenire la sete per una idratazione costante.
  4. Lo stato di disidratazione va da effetti come secchezza alla bocca a quelli ben più gravi come debolezza, allucinazioni e anche coma, il che ci è ben noto grazie ad una cultura cinematografica che spesso ci ha informato su cosa può succedere a perdersi in un deserto. Senza andare a scovare situazioni così estreme, siamo stati, invece, informati sugli effetti di una disidratazione più lieve ma costante? Non controllare in modo adeguato la propria idratazione comporta a lungo termine: riduzione di capacità fisiche e mentali, aumento del rischio di calcoli renali, tumori del colon e dell'apparato urinario. In una anziano poi la disidratazione compromette l'intero stato di salute.
  5. Ci disidratiamo perchè il nostro corpo perde continuamente acqua con urine, feci e sudorazione per mantenere l'equilibrio termico.

COME COMPORTARSI?

- Gli approcci estremi sembrano, a lungo termine, creare disequilibri sopratutto ormonali, dato che il cibo li influenza.
- Assecondare sempre il senso di sete, anzi tentare di anticiparla, bevendo 1,5 / 2 litri d'acqua al giorno.
- Bere frequentemente in piccole quantità
- Bere lentamente, soprattutto se l'acqua è fredda.
- Le persone anziane devono bere molto più spesso nell'arco della giornata, anche fuori dai pasti, anche se non avvertono lo stimolo della sete.
- L'equilibrio idrico dovrebbe stabilirsi bevendo esclusivamente acqua, tutte le altre bevande apportano ulteriori calorie (zuccheri nei succhi di frutta o nelle bibite) o sono farmacologicamente attive (thè o caffè).
- Non aver paura di sudare, anzi è molto importante per il nostro organismo, l'importante è reintegrare prontamente l'acqua persa.

 
BIOGRAFIA : Master di Nutrizione (Federazione Italiana Fitness)


Alcuni esempi di diete


 

PALEODIET

Come suggerisce il nome la PALEODIET richiama il Paleolitico, il periodo dei nostri selvaggi antenati che, pur camminando su due piedi ed avendo il pollice opponibile, erano più vicini a coloro che intendiamo comunemente animali che al genere umano.

All'epoca la coltivazione non era ancora conosciuta e si faceva piuttosto un grande uso di proteine, ci si nutriva solitamente di una selvaggina dalla carne magra, con una composizione di grassi molto diversa dalla carne che conosciamo oggi. Ovviamente anche le quantità sono da rapportare agli standard del paleolitico che non prevedevano certo grandi abbuffate, la cultura dell'eccesso è una prerogativa dell'uomo del nuovo millennio. La pasta, il pane e il riso non erano ancora stati scoperti e quindi l'apporto necessario di carboidrati veniva trovato nella frutta e nella verdura, che però a differenza dei carboidrati dei cereali non danno origine al rapido innalzamento del glucosio nel sangue, infatti rilasciano menobinsulina.
 
BASI DELLA DIETA PALEO:
- dissociare gli alimenti; quindi non mischiare proteine di tipi diversi, ad esempio mangiare in un pasto pesce e carne.
- prendere le proteine da carni rosse e bianche, i carboidrati da frutta e verdura evitando tutti i prodotti derivanti da cereali lavorati
- fare tanti piccoli pasti durante il giorno, piuttosto che solo due abbondanti
- fare molta attività fisica, gli uomini primitivi non stavano certo fermi, dovevano correre e lottare per cacciare o per difendersi.
 
PRO
- chi segue alla lettera la Paleo noterà una certa perdita di peso
- si noterà un aumento di energia
- molti sostengono che questa dieta riduca il rischio di diabete
- una volta abitutati a questo stile di vita sarà molto difficile ritornare a mangiare cibi dei fast food
 
CONTRO
- le carni allevate di oggi sono comunque molto diverse da quelle mangiate dai nostri avi, sono molto più grasse e di bassa qualità
- il rapporto preciso di carni e vegetali non può essere descritto dato che le tribù nordiche del passato facevano uso esclusivamente di carne e quelle tropicali avevano più frutta e verdura, quindi la paleodieta non è unica.
- non si può negare l'evoluzione che c'è stata; la paleodieta non prevede l'assunzione del latte e derivati, infatti i primitivi non sarebbero stati in grado di berlo, ma noi siamo diventati tolleranti a questo alimento che è comunque utile per l'apporto di calcio e vitamina D.
- alcuni sostengono che questa dieta non possa essere seguita troppo a lungo per la possibilità di causare alcune patologie.
 
La nutrizione è un argomento molto delicato, poichè come diceva il filosofo Feuerbach "Noi siamo ciò che mangiamo" cit.
Pertanto non si può stabilire da soli quale dieta faccia a caso nostro, ma è sempre necessario consultare un professionista prima di prendere qualsiasi tipo di decisione drastica con il cibo. 
 
 

 

DIETA A ZONA

La Dieta a Zona è stata ideata dal biochimico americano Barry Sears, il quale sosteneva che bilanciando nel giusto modo carboidrati proteine e grassi, si poteva ottenere il perfetto stato fisico e mentale, facendo lavorare il corpo alla sua massima efficienza durante l'allenamento, evitando attacchi di fame e riducendo il grasso in eccesso.

Tutto il meccanismo si basa sul controllo degli ecosanoidi che sono degli ormoni che portano messaggi chimici e che hanno effetti buoni ed effetti antagonisti; quindi bisogna mantenere l'equilibrio tra ecosanoidi "buoni" ed ecosanoidi "cattivi".
Ma è importante anche il controllo dell' asse ormonale insulina -glucagone.
 
La Dieta a Zona non prevede il calcolo delle calorie, ma un calcolo del proprio fabbisogno proteico quotidiano che è dato da:
la propria massa magra X un coefficiente determinato dalla propria attività (sedentario, sprotivo,...) = grammi di proteine necessarie per kg. Da qui la dieta procede per "blocchetti"; ad esempio la quantità minima di proteine da assumere è 77 grammi, che si possono suddividere in 11 blocchi da 7 grammi. I blocchi saranno consumati nei vari pasti della giornata ( 3 blocchi a colazione, 3 blocchi a pranzo, 1 blocco come spuntino, 3 blocchi a cena e 1 rimanente blocco prima dicoricarsi). Considerando che proteine e carboidrati producono 4 calorie per grammo, mentre i grassi 9, per rimanere nella "zona" (40-30-30) ad ogni blocchetto di 7 grammi di proteine bisogna aggiungere 9,5 grammi di carboidrati e 3 gr di grassi.
 
BASI DELLA DIETA ZONA
- In ogni pasto bisogna rispettare il rapporto calorico di carboidrati 40%, di proteine 30% e di grassi 30%, quindi ogni 9 g di carboidrati devono corrispondere 7 g di proteine e 3 g di grassi.
- per i carboidrati bisogna preferire: cereali a basso I.G (indice glicemico) quindi integrali e carboidrati fibrosi derivati da verdure e frutta. I cereali integrali stimolano meno la profusione d'insulina rispetto ai cereali raffinati.
- le fonti di grasso da preferire sono arachidi, noci, nocciole e olio d'oliva
- non devono trascorre più di 5 ore tra un pasto e l'altro e in caso succedesse bisogna ricorrere almeno ad uno spuntino, che deve essere sempre composto da carboidrati, proteine e grassi nel rapporto visto sopra.
- prima di andare a dormire vi è un ulteriore spuntino, a meno che non si abbia cenato nelle due ore precedenti.
 
PRO
- una riduzione dell'adipe in eccesso
- aumento di energia e miglioramento delle prestazioni atletiche
- un più facile incremento della massa muscolare
- un’azione positiva sul proprio sistema immunitario
- effetti benefici su malattie quali: il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, l’aterosclerosi, le infiammazioni in genere
 
CONTRO
- difficoltà iniziale nell'eliminare drasticamente pane e pasta, mentre solitamente nelle comuni diete vengo solo ridotti.
- è un regime estremamente IPOCALORICO che fornisce una quantità di calorie pari a circa la metà di quanto raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per persone di pari peso e altezza.
- il 40-30-30, secondo molti nutrizionisti è troppo povero di carboidrati complessi e troppo sbilanciato a favore dei protidi e dei grassi.
- in molti casi si una una rapida perdita di peso, ma anche un'altrettanto rapida ripresa dello stesso una volta sospesa la dieta.
 
La nutrizione è un argomento molto delicato, poichè come diceva il filosofo Feuerbach "Noi siamo ciò che mangiamo" cit.
Pertanto non si può stabilire da soli quale dieta faccia a caso nostro, ma è sempre necessario consultare un professionista prima di prendere qualsiasi tipo di decisione drastica con il cibo. 
 

 

DIETA MEDITERRANEA

La Dieta Mediterranea non è solamente una dieta, è basata su un'intero stile di vita, tradizioni e abitudini alimentari delle popolazioni mediterranee.

Dagli studi degli anni '50 dell'americano Ancel Keys emerse che queste popolazioni erano meno inclini a certe patologie e più longevi rispetto ai nordamericani.
Negli anni '70 iniziò a diffondere nel Nuovo Continente le abitudini mediteranee e negli anni '90 si assicurò l'attenzione proponendo la Piramide Alimentare che esponeva chiaramente i principi di tale dieta.
La dieta mediterranea non si basa sul calcolo delle calorie, ma sulla corretta scelta degli alimenti.
 
LE BASI DELLA DIETA MEDITERRANEA
- Preferire le proteine vegetali a quelle animali
- Preferire grassi insaturi dei vegetali rispetto a quelli saturi
- Preferire i carboidrati complessi a sfavore di quelli semplici
- Consumare più carne bianca rispetto alla rossa, preferendo comunque pesce e legumi
- I dolci sono riservati solo ad occasioni particolari
- Riduzione drastica di: insaccati, super alcolici, zucchero bianco, sale,burro, strutto, formaggi grassi, tagli grassi di carne  bovina e suina.
 
PRO
- non vengono vietati cibi in modo assoluto, si cerca piuttosto di preferine alcuni e limitarne altri.
- è semplice da attuare, sono cibi che copaiono regolarmente sulle nostre tavole, rimane solo da aggiustare le quantità e i metodi di cottura
- se seguita esattamente nella versione originaria ( meno ricca di grassi e calorie rispetto alla odierna) permette una lenta ma duratura perdita di peso e un miglioramento dello stato di salute generale.
 
CONTRO
- il lato economico, l'ideale sarebbe utilizzare gli elementi naturali di una volta e quindi carne, frutta e verdura freschi.
- non sono riscontrati particolari contro, se non per il fatto che non è una vera e propria dieta dimagrante ad effetto immediato, ma si avvicina più ad uno stile di vita da mantenere costante nel tempo.
 
La nutrizione è un argomento molto delicato, poichè come diceva il filosofo Feuerbach "Noi siamo ciò che mangiamo" cit.
Pertanto non si può stabilire da soli quale dieta faccia a caso nostro, ma è sempre necessario consultare un professionista prima di prendere qualsiasi tipo di decisione drastica con il cibo. 

 


 

DIETA DISSOCIATA

 
La dieta dissociata venne inventata dal Dott. William Howard Hay nel 1911. Questa dieta tiene conto del principio acido basico a livello gastrico, per la digestione le proteine hanno bisogno di un ambiente acido, mentre i carboidrati un ambiente alcalino.
Le proteine assunte vengono frazionate, nello stomaco a carico dell' acido cloridrico e dell' enzimapepsina, la restante parte nell' intestino tenue grazie a enzimi secreti nel succo pancreatico e a enzimi prodotti direttamente dalle cellule dell' intestino quindi in un ambiente acido.
I carboidrati al contrario, durante la digestione si trovano in un ambiente alcalino. Il primo enzima a demolire i carboidrati è la ptialina che si trova in bocca, per poi lasciar continuare il processo digestivo all' intestino dove l' amido verrà frazionato.
In breve mescolare, in grandi quantità, i due macronutrienti sembrerebbe non promuovere per entrambi una regolare azione enzimatica in ambiente o solo alcalino per i carboidrati o solo acido per le proteine.
 
LE REGOLE DI QUESTA DIETA:
1.  Non mangiare carboidrati con proteine e frutti acidi durante lo stesso pasto
2.  Mangiare molta verdura
3.  Mangiare più carboidrati e limitare l' introito di proteine
4.  Mangiare alimenti integrali ed evitare quelli raffinati
5.  Introdurre proteine e carboidrati ad almeno 3-4 ore di distanza tra loro
 
Va specificato che il concetto di dissociazione di questa dieta non viene considerato nullo, se in un pasto di carboidrati è presente una piccola quantità di proteine (es. il parmigiano sulla pasta).
 
PREGI
. Facile da seguire
. Digestione rapida e facilitata
 
DIFETTI
. Spesso piati monopasto non danno soddisfazione
. Riscontri scientifici discutibili
 
La nutrizione è un argomento molto delicato, poichè come diceva il filosofo Feuerbach "Noi siamo ciò che mangiamo" cit. Pertanto non si può stabilire da soli quale dieta faccia a caso nostro, ma è sempre necessario
consultare un professionista prima di prendere qualsiasi tipo di decisione drastica con il cibo. 
 

 

DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI

 
Per il naturopata italo-americano Peter D'Adamo, il sangue, come portatore di sostanze nutritive e immunitarie, è stato sottoposto a grandi cambiamenti e si è evoluto anch'esso con l'evoluzione dell'uomo.
Se il sangue non si fosse adattato ai mutamenti l'uomo non sarebbe potuto passare da cacciatore a contadino; per questo D'Adamo ritiene che i diversi gruppi sanguigni abbiano delle altrettanto distinte caratteristiche tra di loro, e siano corrispondenti a diversi processi evolutivi che ci hanno permesso di sopravvivere alle più svariate condizioni di vita.
 
GRUPPO SANGUIGNO 0
Si presuppone che sia il gruppo sanguigno capostipite, presente in Africa dove è iniziata la storia umana 40.000 anni fa. E' tutt'ora il gruppo sanguigno più diffuso.
E' dunque il gruppo sanguigno dei primi cacciatori, caratterizzati da una predisposizione al fisico atletico e ad una dieta animale.
Il loro sangue doveva essere in grado di elaborare le proteine animali e proteggere l'individuo dai numerosi agenti patogeni.
Questi soggetti risultano particolarmente adatti ad un'alimentazione prevalentemente carnivora e iperproteica, evitando latticini, leguminose e cereali tipo pane (risultano per altro più predisposti alla celiachia).
Il tipo di attività adatta al gruppo 0 sono in linea con i cacciatori primitivi e quindi dovrebbero svolgere regolarmente attività fisiche pesanti.
 
GRUPPO SANGUIGNO A
20.000 anni fa l'uomo abbandona la sua movimentata esistenza di cacciatore-raccoglitore. Si raccoglie in comunità, diventando contadino e adattandosi a vivere in spazi più ristretti. Gli individui che si adattano a queste situazioni sviluppano il gruppo
sanguigno A, che resiste bene allo stress e all'esposizione di microrganismi e infezioni.
In questo caso si dovrebbe preferire una dieta ricca di vegetali e cereali, limitando il consumo di carne. Partendo dal presupposto che il contadino era un lavoro meno faticoso rispetto al cacciatore primitivo, le attività fisiche sono diverse, più leggere e rilassanti come golf o yoga.
 
GRUPPO SANGUIGNO B
Le alture dell'Himalaya videro 10.000 anni fa la comparsa di persone con gruppo sanguigno B. Le difficili condizioni climatiche hanno forgiato individui molto resistenti, con un eccellente sistema immunitario in caso di infezioni e che resiste bene al freddo.
Anche il loro sistema digestivo è molto robusto e quindi possono avere un' alimentazione bilanciata e mista, sono sconsigliati solamente i cibi ricchi di conservanti e di zuccheri semplici.
Dato che erano popolazioni nomadi e si spostavano frequentemente e su lunghe distanze, le attività ottimali sono leggere ma anche con una buona componente mentale come camminata e tennis.
 
GRUPPO SANGUIGNO AB
E' il gruppo che sta all'ultimo livello della scala evolutiva, è anche il più enigmatico.
Si è formato solo un migliaio di anni fa ed è quello che più si adatta alle attuali condizioni di vita e alimentari. Esso associa le caratteristiche dei gruppi A e B. Sono soggetti particolarmente protetti nei confronti di malattie autoimmuni come artrite e morbo di Crohn.
 
La proposta di D'Adamo è decisamente interessante ma tutta da verificare, non ci sono ancora certezze scientifiche che ne attestino la validità.
 
Finora è stato provato che ci sono quattro gruppi e che il gruppo AB è il più fortunato perchè può ricevere sangue da tutti gli altri gruppi, mentre il gruppo 0 può ricevere sangue solo dal gruppo 0, ma può donare a tutti gli altri.
A riceve solo da A e 0, B riceve solo da B e 0. Se nelle trasfusioni non si rispettano questi principi si formano dei grumi nel sangue.
 
Questa dieta quindi, seppur molto particolare, non ha sufficienti basi su cui appoggiarsi per rispettarla in pieno, soprattutto perchè potrebbero mancare dei nutrienti e vi è una scarsa varietà di alimenti.
Ad esempio D'Adamo sconsiglia in molti casi il consumo dei latticini, quindi dovremmo aspettarci che i gruppi che non possono mangiarli presentino delle intolleranze al latte, o che il gruppo B che per natura può assumerli non presenti intolleranze.
Purtroppo questo non è assolutamente testimoniato dai dati statistici ad oggi disponibili.  
 
La nutrizione è un argomento molto delicato, poichè come diceva il filosofo Feuerbach "Noi siamo ciò che mangiamo" cit.
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