Programma Senior

Non è facile definire la terza età, i parametri del passato sono notevolmente cambiati e il confine tra età adulta e anzianità negli ultimi cinquant' anni si è spostato dai 65 agli 85 anni, aumentando così le aspettative di vita. La paura principale resta comunque quella di diventare non autosufficienti. Questo ha causato un notevole aumento della popolazione over 60 con grande aumento dei costi sanitari, in quanto le persone più anziane spesso hanno croniche disabilità e malattie legate all'invecchiamento che necessitano di assistenza sanitaria.
Il mio compito come Tecnico Specializzato è quello di farvi arrivare in buona salute a qualunque età e garantirvi la vostra dovuta autosufficienza, sicurezza e padronanza del vostro corpo.
Non basta prevedere la malattia, occorre insegnare la salute per conservarla. (Ippocrate)
Come invecchia il nostro corpo?
Come sempre per trovare le soluzioni bisogna per prima cosa analizzare bene i problemi, quindi andiamo ora a osservare cosa succede al nostro fisico con l'avanzare dell'età.
I limiti principali sono rappresentati da una diminuzione della capacità aerobica massimale e un minor rendimento effettivo dell'apparato muscolare-scheletrico.
Cambia anche la composizione corporea, per esempio il graduale accumulo di massa grassa e ridistribuzione adiposa che tende a depositarsi nelle regioni centrali e addominali durante la mezza età, si verifica anche una riduzione del tessuto muscolare.

Normalmente la popolazione anziana è fisicamente meno attiva di quella giovane e pur avendo certi soggetti uno stile di vita molto dinamico si prediligono in genere ( logicamente ) attività a bassa intensità (passeggiate, giardinaggio, golf, attività aerobiche a basso impatto).

Statura
A partire dai 40 anni la statura si abbassa di 1cm ogni 10 anni e dopo i 60 questo processo viene accellerato e la curva toracica si fa più pronunciata

Peso
Il peso è in costante aumento durante i 30, 40, 50 anni e si stabilizza intorno ai 70 per poi diminuire.

Massa Magra e Muscolare
Ogni 10 anni tra i 30 e i 70 si perde circa il 2-3%, di massa magra, la massa muscolare complessiva diminuisce e aumenta la quantità di lipidi e collagene.

Metabolismo
Il metabolismo rallenta (dopo i 30 anni del 2% ogni decade) e anche la capacità di ossidazione dei grassi.

Densità ossea
La massa ossea raggiunge la densità massima dalla metà alla fine dei venti anni di vita. Dopo i 40 anni la BMD (body mineral density, la densità minerale ossea) diminuisce di più dello 0,5%/anno. Le donne accusano una perdita più sproporzionata (2%-3%/anno) dopo la menopausa. L' osteopenia (la demineralizzazione delle ossa, non ancora osteoporosi) aumenta parallelamente all'aumento del rischio di fratture.
Definiamo il concetto di osteoporosi: si intende la condizione in cui lo sceletro è soggetto a perdita di massa ossea causata da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. La salute delle ossea dipende dall'equilibrio tra osteoblasti (responsabili della formazione di matrice ossea) e osteoclasti (responsabili della disgregazione di matrice ossea).
Anche se costante (3/5 volte a settimana) e prolungata fino ad un anno in questo caso, l'attività fisica con esercizi a carico naturale e aerobici come la camminata, ha effetti scarsi se non nulli, sull incremento della densità minerale ossea. Comunque tali attività riscontrano giovamento nel contrastare queste perdite. Non si incremanta quindi ma si controlla.

Livelli ormonali e alterazioni metaboliche
L'invecchiamento è associato ad un diminuzione del livello di ormoni quali, androgeni, estrogeni, estrogeni, GH e insulina, di fondamentale importanza per il mantenimento della massa muscolare. La conseguenza di questo fattore sembra essere uno dei motivi che favoriscono la perdita di tessuto muscolare (sarcopenia).

Alterazioni neuromuscolari
Con l'invechiamento il muscolo scheletrico subisce una denervazione, già di circa il 50% dopo i 50 anni, del numero di motoneuroni spinali portando ad una riduzione della funzionalità e della dimensione muscolare. Il numero di motoneuroni persi vengono rimpiazzati da tessuto fibroso o connettivo e massa grassa.

Attività fisica
Sembra esserci un fattore di protezione e rallentamento dell'evoluzione della sarcopenia (perdita di muscolo), nell'attività fisica pregressa sopratutto con carichi di forza/potenza. Questo ci fa pensare che l'allenamento della forza (con sovraccarichi), contrariamente a quanto si possa pensare, riesca a contrastare efficacemente la perdita di tessuto muscolare nonchè ai fenomeni precedentemente descritti.
Gli allenamenti di forza negli anziani infatti possono essere eseguiti in totale sicurezza se ben programmati, ed è stato dimostrato che attraverso stimoli di appropriata intensità si possono produrre guadagni di massa muscolare e di forza compatibili con quelli ottenibili negli individui più giovani.

Si rileva con certezza che tutti questi cambiamenti sono notevolmente rallentati con l'attività fisica e che anche il rischio di malattie croniche viene significativamente ridotto.

EFFETTI POSITIVI DELL'ATTIVITA' FISICA SULL'INVECCHIAMENTO

Nello studio di soggetti centenari, si tende ad attribuire il segreto della longevità a uno stile di vita sano.
Tre sono stati i comportamenti che si sono riscontrati in questi soggetti:
- esercizio fisico regolare programmato e monitorato da personale competente
- mantenimento di una rete sociale
- atteggiamento mentale positivo

Altri fattori legati all'invecchiamento positivo sono:
- basso indice di adiposità centrale
- bassa concentrazione di colesterolo LDH
- normale tolleranza al glucosio
 - ipotensione, riduzione della pressione arteriosa soprattutto quella diastolica, dovuta al miglioramento della forza contrattile del miocardio che determina un aumento della gittata cardiaca sia per un più elevato riempimento diastolico ventricolare, sia per un minor residuo sistolico.
-la respirazione diventa più profonda ed il volume minuto aumenta per incremento del volume corrente, pur con riduzione della frequenza respiratoria, la meccanica respiratoria, resa più efficiente, permette un aumento della capacità vitale e una diminuzione del volume residuo. Alla maggior capacità di assunzione di O2 cosi ottenute si aggiunge la riduzione delle resistenze vascolari polmonari attivate dall’esercizio: si ottiene perciò un potenziamento del regime prefusivo del polmone e di conseguenza un miglioramento rapporto ventilazione perfusione.

L'attività fisica regolare pare ad oggi l'unico comportamento relativo allo stile di vita, insieme ad un'alimentazione ipocalorica in grado di influire favorevolmente sui sistemi fisiologici e ridurre il rischio di malattie croniche.

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